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Stefano Pavan, musicista, compositore, arrangiatore e scrittore è una delle figure artistiche più note del panorama Romano e dei Castelli Romani. Intervistato per la nostra rivista ci presenta il suo nuovo cd “JACKROAD” suo quarto lavoro musicale e una sorta di raccolta lunga 15 anni.
La musica di Pavan è uno degli incontri riusciti tra letteratura, poesia e musica on the road. Nel suo stile forti sono le influenze della musica folk/rock americana concentrate con le ispirazioni chitarristiche provenienti dal blues,dalla musica popolare gitana e dalle forme tex/mex.
Accurato e centrale lo spazio per la sensibile ricerca della parola. L’incontro dei diversi mondi ha creato nello stile di Pavan una miscela emozionale diretta e di gran classe che prosegue le orme dei grandi cantautori italiani.

“Jackroad” se non sbaglio è un nome che hai già usato?

Si, in realtà è il titolo del mio primo romanzo. In accordo con la casa discografica e quella editrice abbiamo deciso di utilizzare questo nome anche per il cd. Questa scelta devo dire mi ha fatto molto piacere. È un po’ come osservare al rallentatore il tempo passato mentre sotto scorrono le note fermate negli anni.

In effetti Jackroad è una raccolta particolare perché mi sembra che comprenda sia brani già pubblicati che inediti scritti nel corso degli ultimi 15 anni. Quante canzoni ci sono in Jackroad?

14 brani. Sette riarrangiati e sette inediti compreso un live al Festival di Antibes in Francia.

E com’è stato ripercorrere un tempo così lungo?

Molto emozionante, direi anche molto divertente. Rispettare il sound e le registrazioni della prima “banda del Torchio” e allo stesso tempo recuperare pezzi, che nel corso di un decennio erano rimasti fuori dai cd, credo che mi abbia anche restituito una sincera e genuina vena rock. È stato un po’ come tornare alle radici.

Si può dire un po’ la colonna sonora dei tuoi romanzi?

Diciamo che è la fotografia di un periodo speciale. Un periodo di grande energia e con forti emozioni. Soprattutto amicizia e fratellanza tra tutti i musicisti che mi hanno accompagnato in questi anni.

Qualche nome?

Sono tanti. Alex Valle alla Pedal Steel e dobro, Stefano Ciotola alle chitarre, Roberto Tulli al basso, Simone Durante alle tastiere, Valter Detond alla batteria, Simone Talone alle percussioni e poi moltissime partecipazioni Patrick Garlant, Mauro Bellisario, Martin Esposito, Delphine Bouchet, Valter Morgani, Mauro Conti, Carlo Delicati e molti altri.

Questo è il tuo quarto album com’è cambiato il tuo modo di scrivere?

Sicuramente si è arricchito. La musica è una locomotiva portante e autonoma. Quando scrivo, nella mia testa, le canzoni partono da sole e prendono naturalmente lo spazio che credo gli spetti di diritto. Diciamo che i brani sono nati e si sono diretti al posto che era già loro. Poi l’esperienza e la tecnologia mi hanno permesso di affinare capacità tecniche che oggi mi consentono di realizzare album con molta più consapevolezza. In questo clima la vena creativa è più libera di esprimersi. Poi quando fai molti concerti il feeling con i musicisti si consolida fino a diventare insuperabile.

Nelle tue canzoni la vena poetica è molto forte ma rimane sempre associata ai drammi sociali. Ti senti un artista impegnato?

Impegnato…non lo so, non mi sono mai posto questo vincolo. Credo che la scrittura debba continuamente confrontarsi con il senso artistico e critico che ogni compositore sente dentro di se.

Nel cd ci sono brani come “Fuoco Amico” e “In equilibrio” che trattano in maniera molto diretta la tragedia della guerra. Come ti sei posto nel raccontare certe sensazioni?

Sai la guerra prima di essere una tragedia è una violenza. Una violenza decisa e programmata. Scrivere due brani, uno che racconta la storia di un politico guerrafondaio ed uno il percorso di un cecchino, è stato un po’ come liberare una stato d’animo in preda ad una indignazione profonda. Sembra assurdo ma dopo tutta la storia, l’esperienza, i milioni di morti non essere ancora in grado di concepire un mondo senza guerre mi provoca una rabbia inesauribile.

L’amore e l’ingiustizia sono temi che viaggiano paralleli e che s’incrociano qua e là fino anche a sovrapporsi. Ti senti un “romantico ribelle” magari un po’ fuori tempo?

Penso che il concetto di ingiustizia oggi sia molto contaminato e occultato dalla propaganda mediatica e politica. Credo che la ribellione non abbia un tempo di scadenza preordinato. Sentirsi insofferenti e furenti davanti alla violazione dei diritti fondamentali di ogni essere umano è naturale o almeno dovrebbe esserlo per chiunque. Non ho pensato se fosse il caso di parlare di ribellione, ho scritto naturalmente. Forse significa che l’ingiustizia è normalmente nell’aria. Il romanticismo è l’altra faccia della medaglia un po’ come nello Jacopo Ortis di Foscolo.

Oltre alle attività di cantautore e scrittore sei un prof di un istituto tecnico. Come riesci a coniugare queste attività tra loro e come ti rapporti con i giovani? Fare musica ti ha favorito?

La mia occupazione quotidiana mi vede a contatto con i giovani e questa penso sia una grande fortuna. Malgrado le difficoltà infinite nelle quali oggi versa la nostra scuola pubblica, grazie a loro non ho smesso d’imparare. è un lavoro duro ma allo stesso tempo entusiasmante. Inizialmente gli studenti sono incuriositi nello scoprire che il loro prof è un “suonatore” ma poi il tutto si stempera in un rapporto che si costruisce negli anni. Penso sia necessario essere credibili e sinceramente interessati al loro bene. L’autenticità è fondamentale, fingere serve a poco.

Nei tuoi lavori musicali e nei tuoi libri il viaggio, la strada, la fuga sono elementi sempre presenti. Quanto ti ha condizionato la lettura di Kerouac?

Kerouac mi ha influenzato molto specialmente nelle mie letture adolescenziali ma credo che sia stato proprio il modo forse inconscio di guardare, sentire e memorizzare l’arte che mi ha portato verso il mio stile. Non penso mai alla musica, alla letteratura o al cinema come ad elementi divisi ma percepisco tutto in una globalità che si concretizza a volte nelle canzoni e altre volte nei romanzi.

Hai collaborato con artisti e produttori stranieri suonando in Francia, Inghilterra, Germania. Quanto è diversa la musica fuori dall’Italia?

Molto. La musica fuori Italia è sicuramente più libera. Suonare e produrre musica all’estero certe volte può anche garantire possibilità di non omologarsi ad un sistema. Per quanto mi riguarda credo che le influenze e le contaminazioni italiane o straniere siano comunque un bene per qualsiasi compositore.

Se non sbaglio nel bellissimo booklet che accompagna Jackroad ci sono le foto di un tuo viaggio negli States?

Non sbagli, sono le foto di più traversate lungo la route 66 con altri viaggi negli Usa.

E anche il suono del cd direi che è molto american…ti sei esisbito in qualche posto lungo la 66?

Si ho suonato in unplugged a Flagstaff, a Wilson e San Francisco. È stato molto divertente. Soprattutto respirare direttamente quel sound che ho ascoltato per decenni sui vinili. Molte chitarre che utilizzo oggi le ho comprate lungo questi viaggi.

Come mai l’idea di pubblicare il cd con una casa come Terre Sommerse?

Con Terre Sommerse ho trovato un clima molto stimolante con professionisti seri e responsabili. In questi anni mi sono abituato a lavorare con un’equipe fortissima che mi ha sempre sostenuto lasciato libero da qualsiasi imposizione commerciale. Con Terre Sommerse e Fabio Furnari è nata un’ottima intesa che è maturata sia artisticamente che umanamente. Penso che la qualità artistica delle idee debba nascere artigianalmente e vada cesellata nei dettagli con calma e senza direttive plastificate. Un progetto musicale deve presentare, a mio parere, una bella storia, sincera e credibile.

Adesso stai girando tra teatri e music live come si presenta il tuo nuovo show?

Sto promuovendo due diversi tipi di spettacolo. Uno è con la band al completo. Sei elementi e 2 attori. Praticamente uno show, che presento spesso nei teatri, dove il concerto si incontra con il reading interpretato dagli attori su uno sfondo con la proiezione di filmati. L’altro spettacolo invece è in quartetto acustico con una formazione folk swing.

Progetti futuri?

Sto scrivendo il nuovo romanzo, il seguito di Breakradio, e parallelamente mi diverto nelle sessioni di registrazione del nuovo cd.
Ultima domanda: due nomi di eroi o persone che oggi ti piacerebbe indicare come esempi ai tuoi studenti?

Gino Strada e Peppino Impastato.

a cura di di Massimo Valente

Verso Sud (live)

Pubblicato: 11th aprile 2012 da admin in Breakradio
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Stefano Pavan & La banda del torchio Live al Palazzetto dello Sport di Genzano di Roma (RM)

Cambierà il Tempo & sul Patagonia Express (Live)

Pubblicato: 11th aprile 2012 da admin in Video
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Stefano Pavan & La banda del torchio Live

Stefano Pavan: chitarra e voce, Daniele Di Vito: chitarra elettrica e voci, Mauro Bellisario: batteria, Simone Talone “Federicuccio”:  percussioni

Le fiamme del deserto (Live)

Pubblicato: 11th aprile 2012 da admin in Video

Stefano Pavan & La banda del torchio Live

Stefano Pavan: chitarra e voce, Daniele Di Vito: chitarra elettrica e voci, Mauro Bellisario: batteria, Simone Talone “Federicuccio”:  percussioni

Resisti e sputa

Pubblicato: 26th settembre 2011 da admin in Video
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Videoclip “Resisti e sputa” tratto dall’Album “Treni Verso Sud” di Stefano Pavan
Editrice Round Robin

Una carezza nel vento

Pubblicato: 26th settembre 2011 da admin in Video
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Videoclip “Una carezza nel vento tratto dall’Album “Treni Verso Sud” di Stefano Pavan
Editrice Round Robin 

Cambierà il tempo (cd audio)

Pubblicato: 30th giugno 2011 da admin in Catalogo
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Testi,musiche e direzione artistica: Stefano Pavan
Prodotto da: Stefano Pavan, Fabrizio Paolini e Patrick Garland
Management: Blu Lab & Blu Factory
Art Design: Stefano Pierucci
Fotografia:   Gianfrancesco Boccia
2002, 11brani
10 euro Continua a leggere…

Lacrime e Ruggine (cd audio)

Pubblicato: 30th giugno 2011 da admin in Catalogo
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Testi,musiche e direzione artistica: Stefano Pavan
Prodotto da: Stefano Pavan e Gianfrancesco Boccia
Management: Gran torino e Round Robin Editrice
Art Design: Cristiana Suriano
Fotografia:  Stefano Pavan, Cristiana Suriano, Alfredo Iacoangeli, Gianfrancesco Boccia, Fabrizio Giammatteo
2008, 14 brani
10 euro Continua a leggere…

Treni verso sud (cd audio)

Pubblicato: 30th giugno 2011 da admin in Catalogo
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Testi,musiche e direzione artistica: Stefano Pavan
Prodotto da: Stefano Pavan e Gianfrancesco Boccia
Management: Gran torino e Round Robin Editrice
Art Design: Cristiana Suriano
Fotografia:  Stefano Pavan, Giorgio Presciutti, Damiano Durante, Cristiana Suriano
2010, 14 brani
10 euro

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Breakradio (libro) + Treni verso sud (cd audio)

Pubblicato: 28th giugno 2011 da admin in Catalogo
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Cinque anni dopo la morte di Matteo/Jack, cinque anni dopo la scomparsa di Mary, in un clima dove il dissenso si paga con il posto di lavoro, Tommaso perde le sue stabilità sentimentali e professionali ritrovandosi in India, ingaggiato come ricercatore da una strana associazione. Continua a leggere…