Armi e Pace, strano connubio

Pubblicato: 13th settembre 2009 da admin in Parole in viaggio
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“Daremo ai nostri soldati in Afghanistan le armi e i mezzi necessari, lo Stato maggiore farà una valutazione sulla messa in sicurezza del nostro contingente”. Queste le parole del ministro degli esteri D’Alema nel salotto di Porta a Porta. In pratica queste parole sono la chiave per far si che si voti a favore, al decreto sul finanziamento delle missioni militari che sarà in aula martedì al Senato. Insieme a questo decreto però, c’è anche l’eventuale aumento degli armamenti. E questo, è un dettaglio che sicuramente non fa “esplodere” di gioia la sinistra pacifista. La domanda che mi sorge spontanea è: “Ma le nuove armi per i contingenti militari chi le paga? E soprattutto dove le compriamo?”

Il presidente Fini dice, contraddicendosi, che non è d’accordo con il rifinanziamento. Sottolinea che i nostri soldati non saranno in sicurezza se non dotati di equipaggiamento all’altezza della situazione bellica e che la politica estera del governo italiano non è responsabile. Ma quelli irresponsabili non erano, a detta dei dirigenti del centro destra, coloro che non avevano intenzione di votare a favore? Non c’è dubbio, sono tutti preoccupati per le armi! Sono tutti orientati ad aumentare la quantità di armi. Intanto le associazioni umanitarie che portano aiuti ai civili vittime, di una guerra impietosa, fanno i salti mortali per allestire ospedali e risorse di primo soccorso.

Il centrodestra italiano, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna in particolare, hanno criticato le modalità che hanno portato alla liberazione di Daniele Mastrogiacomo dicendo: “Gli Stati Uniti si aspettano che, per quanto riguarda l’Afghanistan, in futuro non vengano più fatte concessioni”. In più, i suddetti, hanno criticato fortemente la proposta di Fassino che si auspicava un tavolo di pace nel quale avessero un posto anche i Talebani afgani. Ma lo sanno questi signori che stiamo facendo la guerra con i Talebani? Se litigo con una persona, come minimo è con lei che mi devo confrontare per arrivare ad un accordo di pace o no? Quindi un medico di nome Gino Strada che nulla ha in comune con la guerra combattuta, tranne che per salvare civili e vittime dai bombardamenti e dalle mine antiuomo (costruite e fornite anche da aziende italiane) deve essere additato come persona non specializzata per aver gestito “egregiamente” la liberazione del giornalista Mastrogiacomo!

Gino Strada, fondatore di Emergency, è sempre in prima linea per salvare vite nelle zone di guerra. Tutto a rischio della propria esistenza e senza stipendi e rimborsi “interessanti” che gli ufficiali militari incassano per le loro missioni di “Pace”. Mi sembra di ricordare che i primi bombardamenti dopo l’11 settembre siano stati indirizzati verso il territorio afgano proprio dagli Stati Uniti che vantavano una precisione chirurgica. Peccato che dopo, si è riscontrato un massacro di civili che nulla avevano in comune con il terrorismo e la precisione chirurgica. Oggi, data la nostra proverbiale e scarsa memoria, i dirigenti politici hanno dimenticato che le armi di distruzione di massa in Iraq non ci sono mai state, che Bin Laden in Afghanistan non esiste o comunque nessun contingente alleato lo ha arrestato.

Bush, scatenando questa vergognosa e ignobile messa in scena, per il tornaconto delle lobby che lo hanno eletto, ha aumentato vertiginosamente il terrorismo in tutto il mondo diminuendo la nostra sicurezza. Attualmente il congresso americano vuole in tutti i modi interrompere il conflitto e malgrado questo, il presidente americano minaccia di porre il veto. La parola che mi viene in mente è semplicemente spaventoso! Quindi, bisogna aumentare le armi in dotazione ai nostri militari. Direi: con i soldi delle trasferte militari e delle armi, il governo si impegni ad inviare strutture e medicine per associazioni come Emergency qualcuno, non si sa mai, potrebbe trarne qualche giovamento.

Pubblicato su: http://www.rivistaonline.com

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